Perimetria Computerizzata

La perimetria computerizzata è un test non invasivo che consente di verificare l’ampiezza del campo visivo e, all’interno di questo, di misurare la sensibilità agli stimoli luminosi nei diversi settori.

L’esame viene compiuto in un ambiente buio all’interno del quale il paziente è seduto davanti ad uno strumento, il perimetro, dotato di uno schermo concavo dove compaiono gli stimoli luminosi. Il test è condotto prima su un occhio poi sull’altro. Per tutta la sua durata il paziente deve mantenere lo sguardo fisso su una luce gialla posta al centro dello schermo e premere un pulsante ogni qualvolta vede accendersi una luce bianca di intensità variabile. Questa luce viene proiettata in diverse posizioni, in modo da saggiare l’integrità del campo visivo in tutti i quadranti (superiore, inferiore, nasale e temporale). La localizzazione di ogni stimolo luminoso corrisponde infatti ad una precisa localizzazione dei fotorecettori sulla retina (tutte le fibre del nervo ottico, incluse quelle danneggiate dal glaucoma, originano dalla retina).
E' importante sapere che in ogni esame del campo visivo ci saranno sempre degli stimoli luminosi troppo deboli per essere percepiti, anche negli occhi sani.
Di norma l’esame dura fra i 5 e gli 8 minuti per occhio. E’ comunque possibile effettuare delle pause per riposarsi.

In base alle risposte del paziente il computer genera alcune mappe numeriche, che permettono tra l’altro il confronto con soggetti sani della stessa età. Il computer crea inoltre una mappa in scala di grigi (in alto a destra), dove ai colori più scuri corrispondono le aree di minore sensibilità alla luce (la chiazza scura visibile nella parte sinistra è fisiologica e presente in tutti noi: si chiama “macchia cieca” e corrisponde alla porzione anteriore del nervo ottico, la cosiddetta papilla, che essendo priva di fotorecettori non è in grado di percepire alcuno stimolo luminoso)

In quali patologie è utile l’esame del campo visivo?
La perimetria computerizzata trova applicazione in numerose patologie. In primo luogo è utilizzata per la diagnosi ed il follow-up del glaucoma, per il quale rappresenta a tutt’oggi l’esame più importante (clicca qui per ulteriori informazioni sulle alterazioni del campo visivo nel glaucoma).
L’esame del campo visivo è fondamentale anche per la diagnosi di patologie infiammatorie, degenerative o vascolari a carico del nervo ottico (neuriti e neuropatie ottiche), nonché per tutte quelle malattie neuro-oftalmologiche che possono colpire il nervo ottico in maniera diretta o indiretta.
Infine può essere utile per verificare e quantificare il danno di numerose patologie che colpiscono la retina.

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