Studio D'Azeglio

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5th International Congress on OCT angiography and advances in OCT

Roma, 15-16 Dicembre 2017 - Si è tenuto a Roma il 5° Congresso Internazionale sull'angiografia OCT, l'en-face OCT e i progressi dell'OCT. I maggiori esperti internazionali di retina si sono incontrati per condividere le esperienze e gli studi in questo campo in continua evoluzione. La Dott.ssa Balducci ha partecipato in qualità di relatrice presentando i risultati degli studi condotti con l'angiografia OCT in due neuropatie ottiche ereditarie: l'atrofia ottica dominante  e la neuropatia ottica di Leber.

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Di seguito il programma e i relatori del congresso.

L'importanza di proteggere gli occhi dal sole durante l'attività sciistica

Sciare, o semplicemente passare del tempo sulla neve appassiona un pò tutti, grandi e piccoli, ma l'espozione prolungata ai raggi solari, soprattutto in luoghi in cui è presente un alto riverbero, può rappresentare un rischio per la vista. In particolar modo, bisognerebbe proteggere i propri occhi dai raggi ultravioletti, che aumentano al crescere dell'altitudine e dell'altezza del sole sull'orizzonte. Per fare questo è necessario indossare sempre degli occhiali da sole che abbiano un filtro per i raggi UV a norma di legge, anche in condizioni nuvolose, in quanto il 90% dei raggi UV può penetrare attraverso le nuvole e tramite il fenomeno del riverbero la neve può poi riflettere fino all'80% dei raggi ultravioletti.

I raggi UV possono essere dannosi per il nostro occhio, colpendo diverse strutture:

- Palpebre: possono andare incontro a scottature.

- Superficie oculare e cornea: l'esposizione al sole, associata anche talora al vento, può portare ad irritazione, secchezza oculare, bruciore, sensazione di corpo estraneo e arrossamenti. Nei casi più severi si può avere la comparsa di sofferenza epiteliale diffusa fino a un quadro di cheratite attinica che può risultare molto dolorosa ed è associata ad abbondante lacrimazione, fotofobia e blefarospasmo. L'esposizione a lungo termine al sole e al vento può contribuire anche alla formazione dello pterigio, una lesione congiuntivale che tende a crescere verso la cornea determinando con il tempo la comparsa di astigmatismo e calo visivo. Molto più rara è la comparsa di un tumore oculare, il carcinoma squamoso della cornea e della congiuntiva.

- Cristallino: benchè in questo caso le complicanze legate all'esposizione alle luci UV non siano immediate, si può assitere alla comparsa precoce di un'opacizzazione del cristallino, cioè alla formazione di una cataratta.

- Retina: la maculopatia fototraumatica rappresenta il danno più grave e irreversibile dovuto all'esposizione ai raggi UV, in particolare se si fissa direttamente il sole senza alcuna protezione. Con il tempo inoltre, l'esposizione prolungata ai raggi ultravioletti può contribuire allo sviluppo e alla progressione di maculopatie retiniche come la degenerazione maculare senile o alla comparsa di tumori come il melanoma coroideale.

E' molto importante che anche i bambini si proteggano dal sole, in quanto il loro cristallino (un filtro naturale ai raggi UV) è trasparente, per cui la retina può essere più vulnerabile all'esposizione ai raggi UV.

Le lenti indicate a questo scopo dovrebbero essere almeno di categoria 3 (cioè in grado di schermare i raggi ultravioletti). Esistono anche lenti polarizzate, adatte per schermare anche le luci riflesse più intense (come appunto il riverbero della neve). Oltre al tipo di lente, mentre si scia è importante indossare occhiali con una forma ergonomica avvolgente, in modo tale da proteggere gli occhi anche dai raggi laterali. 

 

2nd LHON Expert Forum

Ljubljana, 6-7 Dicembre 2017 - Si è tenuto in Slovenia il secondo Forum internazionale sulla neuropatia ottica ereditaria di Leber (LHON) durante il corso annuale della Società Slovena di Neuroftalmologia. Il corso, organizzato dal Dott. Marko Hawlina dell'Università di Ljubljana, aveva come tema principale la gestione attuale della LHON e delle altre neuropatie ottiche mitocondriali. Il dott. Barboni ha partecipato in qualità di relatore insieme ad importanti esperti internazionali come il Prof. Patrick Yu-Wai-Man dell'Università di Cambridge, il Prof. Valerio Carelli dell'Università di Bologna, il Prof. Thomas Klopstock dell'Università di Monaco di Baviera e il Prof. Maciej Krawczynski dell'Università di Poznan.

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Il Prof. Carelli, la Dott.ssa La Morgia, il Prof. Yu-Wai-Man e il dott. Barboni alla cena dei relatori del congresso

 

10 consigli per proteggere la vista davanti al pc

Molte ore al pc possono danneggiare i nostri occhi e alcuni piccoli accorgimenti durante le ore trascorse davanti allo schermo ci possono aiutare a proteggerli.

Tra lavoro e divertimento la maggior parte di noi passa davanti a computer, tablet e smartphone gran parte della giornata mentre, per la salute dei nostri occhi, non si dovrebbero superare le due ore.

Uno studio dell'Università Keio di Tokyo ha evidenziato che l'utilizzo prolungato del computer porta alla sindrome detta di Computer Vision o, più comunemente, sindrome dell'occhio secco. I ricercatori hanno infatti scoperto che gli occhi delle persone che passano troppo tempo al computer hanno una riduzione del film lacrimale, la parte superficiale dell'occhio che si presta a proteggerli e mantenerli umidi.

Visto che per molti non è possibile ridurre le ore di utilizzo, soprattutto quelle trascorse al computer nelle giornate di lavoro, la American Optometric Association e l'American Academy of Optometry hanno stilato una lista di consigli da seguire per evitare che la nostra vista peggiori e che si associ a disturbi fastidiosi come bruciore, prurito, dolore, cefalea.

Di seguito i punti più importanti da tenere a mente:

1. La posizione dello schermo. Per non affaticare la vista e mantenere una postura corretta, il centro dello schermo dovrebbe essere a 15/20° sotto il livello dei nostri occhi, a circa 50/70 cm di distanza.

2. I documenti. Se utilizziamo dei documenti cartacei mentre lavoriamo al pc, dobbiamo posizionarli al di sopra della tastiera, ma più in basso rispetto allo schermo. Per facilitare la cosa, si può utilizzare un leggio posizionato accanto allo schermo. In questo modo limiterete i movimenti continui degli occhi e del collo.

3. La luminosità dello schermo. Regolare la luminosità dello schermo è fondamentale per non stressare gli occhi in maniera eccessiva. Bisognerebbe alzarla e abbassarla in base alla luce dell'ambiente in cui ci troviamo.

4. La luce intorno a noi. È Importante non essere in un luogo troppo illuminato, quindi, se potete, applicate delle tende alle finestre, e sostituite le luci troppo forti con delle lampadine più calde.

5. Lo schermo antiriflesso e la pulizia dello schermo. Nel caso non sia possibile ridurre le luci dell'ambiente dove lavoriamo, si può utilizzare una pellicola antiriflesso da applicare sullo schermo, così da diminuire la refrazione delle luci. Mantenere uno schermo pulito evita di affaticare inutilmente gli occhi, che altrimenti dovrebbero effttuare uno sforzo maggiore per mettere a fuoco quello che stiamo guardando.

6. Utilizzo di filtri per ridurre le luci UV dello schermo. Sono disponibili pellicole di colore leggermente giallo che bloccano le luci UV del computer, da applicare direttamente sullo schermo. In alternativa si possono utilizzare occhiali con lenti UV blocking. Questo permette di ridurre l'affaticamento visivo.

7. Il colore dello sfondo. Se scegliamo uno sfondo scuro, per esempio il grigio, la vista verrà sforzata di meno perché risulterà meno luminoso e invasivo.

8. Sbattere gli occhi. Per mantenere gli occhi lubrificati adeguatamente bisogna sbattere spesso gli occhi, cosa che invece tendiamo a effettuare di meno davanti allo schermo. Si possono usare anche dele lacrime artificiali per mantenere gli occhi maggiormente lubrificati.

9. La pausa. Bisognerebbe staccarsi dallo schermo ogni 20 minuti e fare una passeggiata anche breve per riposare gli occhi e il corpo. Se questo non è possibile, è importanti fare almeno una pausa ogni 15 minuti di uso continuo del pc; ogni 20 minuti invece si può fare un semplice esercizio: fissare un punto distante per circa 20 secondi, così da aiutare gli occhi a focalizzarsi su altro e ad essere poi più concentrati, una volta rispostata l'attenzione sullo schermo.

10. L'uso di smartphone. Anche per quanto riguarda l'utilizzo dei dispositivi mobili è importante mantenere la giusta luminosità dello schermo e un'adeguata distanza dagli occhi. La posizione corretta consiste nel tenere il telefono poco al di sotto della spalla con il braccio semi-piegato.

Oltre a seguire questi semplici e pratici consigli, ricordatevi di fare una visita oculistica di controllo almeno una volta all'anno.

La dieta mediterranea può aiutare a proteggere la vista

La dieta mediterranea, basata sull’utilizzo di maggiori quantità di vegetali e meno latticini, può ridurre il rischio di sviluppare una degenerazione maculare senile (DMS), secondo quanto recedentemente pubblicato dal Coimbra Eye Study.

Si tratta di uno dei primi studi che ha valutato direttamente il ruolo protettivo dei cibi invece che dei corrispettivi supplementi dietetici nel prevenire la perdita visiva dovuta alla DMS.

Il Coimbra Eye Study è stato condotto in Portogallo e ha incluso 883 persone di età maggiore ai 55 anni. I ricercatori hanno trovato una minor frequenza di DMS in quelle persone che mangiavano maggiori quantità di vegetali, legumi (come i fagioli), pesce, cereali e soprattutto frutta. Infatti, le persone nello studio che mangiavano 150 grammi di frutta al giorno avevano il 15% di probabilità in meno di avere la DMS.

Un altro dato interessante emerso dallo studio è stato che le persone che consumavano più caffeina avevano meno probabilità di avere la DMS.

I ricercatori hanno poi analizzato i nutrienti specifici contenuti all’interno dei singoli cibi consumati dai partecipati allo studio. Oltre all’innaspettato beneficio della caffeina, il loro lavoro ha dimostrato come una dieta ricca di fibre possa fornire una protezione verso la DMS. Inoltre, i risultati dello studio confermano il ruolo benefico del beta-carotene, della vitamina C e della vitamina E nel minimizzare il rischio di DMS.

In conclusione, modificare le abitudini alimentari di tutti i giorni può aiutare a proteggere la vista.

Missione Adwa, Etiopia

Adwa, 9-22 Novembre 2017 - Il dott. Gian Luca Laffi (presidente dell'associazione AMOA - Medici Oculisti per l'Africa) e la dott.ssa Nicole Balducci, insieme ad altri colleghi oculisti (dott. Sergio Tabacchi, dott.ssa Mariachiara Morara, dott. Luca Perpignano) hanno preso parte alla missione di AMOA ad Adwa, in Etiopia.

Durante la missione sono state eseguite circa 700 visite oculistiche e 43 interventi chirurgici, come cataratta, glaucoma, pterigio ed entropion cicatriziale. Queste patologie, se non trattate, possono essere responsabili di cali visivi severi e in alcuni casi possono portare alla cecità.

Sono stati consegnati ai pazienti circa 300 occhiali da vista e occhiali da sole. In Africa, non è scontata neppure la semplice correzione del difetto refrattivo con gli occhiali da vista, che possono migliorare notevolmente la qualità di vita di molti pazienti. Sono stati inoltre presi contatti con oculisti e ottici locali che possano portare avanti il progetto fino a rendersi completamente autonomi, in previsione dell'apertura di un ospedale che possa diventare il punto di riferimento per la popolazione etiope.

 

Come rallentare la progressione della miopia nei bambini

La miopia colpisce un numero sempre maggiore di bambini. Ma oggi un nuovo, promettente trattamento è in grado di rallentarne la progressione.
Secondo uno studio pubblicato recentemente (clicca qui per leggere l'articolo), l’atropina a bassa concentrazione (0,01%) somministrata come collirio prima di dormire riduce significativamente la progressione della miopia nei bambini.

La miopia infantile è solitamente diagnosticata ad un’età compresa fra i 5 ed i 7 anni e causa difficoltà visive per lontano. Tipicamente i bambini lamentano problemi nel mettere a fuoco quello che la maestra scrive alla lavagna. Spesso la visione peggiora durante la crescita, per poi stabilizzarsi intorno fra i 12 anni ed i 16 anni. Fino ad oggi, il principale trattamento era rappresentato dagli occhiali, che devono essere frequentemente aggiornati via via che il difetto peggiora. Il trattamento con il collirio a base di atropina a bassa concentrazione rappresenta una svolta, in quanto permette di ridurre il peggioramento visivo in circa il 90% dei bambini (anche se non porta ovviamente all'eliminazione degli occhiali, in quanto il difetto già presente non viene eliminato). Prima viene iniziato il trattamento e minore sarà il livello di miopia raggiunto.
Inoltre, non vi sono effetti collaterali, dato che solo nell’1% dei casi è stato osservato un lieve rossore degli occhi e la bassa concentrazione del farmaco non ha effetti negativi sulla visione.
Lo studio ha anche mostrato che, una volta che il trattamento con l’atropina viene cessato, la progressione della miopia riprende. Pertanto una diagnosi precoce ed un uso costante dell’atropina sono le chiavi del successo.

L’atropina viene prodotta naturalmente da alcune piante. Per l’uso medico viene raffinata e concentrata. Viene già utilizzata in oculistica per dilatare le pupille. L’efficacia dell’atropina a bassa concentrazione (0,01%) nei bambini miopi è stata scoperta accidentalmente da ricercatori di Singapore. Non conosciamo il meccanismo attraverso cui l’atropina è in grado di contrastare la progressione della miopia, ma l’ipotesi è che si leghi a recettori che stimolano l’allungamento dell’occhio.

Questo nuovo approccio ha particolare rilevanza in un periodo in cui si assiste ad una vera ”epidemia” di miopia a livello globale. Negli USA il 40% dei bambini oggi è miope, rispetto al 20% di 30 anni fa. In alcuni paesi asiatici, la percentuale è del 90%. Se da un lato c’è una chiara origine genetica, non sappiamo ancora quali sono le cause di tale epidemia. Numerosi studi suggeriscono che il modo in cui oggi i bambini giocano rivesta un ruolo fondamentale nella genesi della miopia. E' stato infatti dimostrato che i bambini che sono esposti ad una minore quantità di luce esterna durante il giorno hanno maggiori probabilità di diventare miopi. L’ipotesi è che i bambini oggi siano meno esposti alla luce del sole e spendano più tempo in casa al computer o alla TV. Pertanto molti oculisti raccomandano ai genitori di far trascorrere più tempo possibile all’esterno ai propri bambini.

In conclusione, se vostro figlio è miope o sospettate che lo sia, è importante sottoporlo ad una visita oculistica e richiedere se l'instillazione dell'atropina a bassa concentrazione può essere utile.

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