Esperienze visive 1

cartolina

18 SETTEMBRE 2009 - StudiodazeglioART - Via D’Azeglio 5, ore 17.00

ESPERIENZE VISIVE/1
Glaucoma: visioni metaforiche
Fotografie Di Margherita Cecchini

Ricerca scientifica e arte visiva si incontrano allo Studio Oculistico D’Azeglio che inaugura, venerdì 18 settembre, la nuova veste di StudiodazeglioART. Ambulatorio oculistico da un lato e sala espositiva dall’altro, lo studio medico ha già ospitato “Sguardi di un altro mondo”, mostra dedicata alle missioni umanitarie svolte in Asia, Africa e Brasile dal 1999 al 2008 a cura di Umberto Ciceri. L’attività espositiva prosegue ora con “Esperienze visive”, un ciclo di mostre pensate per affiancare campagne di prevenzione mirate e raccontare la malattia dal punto di vista artistico.

Inaugura la serie, venerdì 18 settembre, “Esperienze visive/1 – Glaucoma: visioni metaforiche”, con le fotografie di Margherita Cecchini ad accompagnare il ciclo di screening gratuito per la prevenzione del glaucoma. La mostra sarà aperta dal 18 settembre fino al 19 ottobre negli orari dello Studio

Il glaucoma è una patologia cronica caratterizzata da un danno progressivo del nervo ottico che può portare ad una compromissione severa della vista. Se la diagnosi e la terapia vengono eseguite precocemente, il danno permanente può essere minimo. Tuttavia, una volta che il danno si è instaurato, non esistono cure per farlo regredire. Prima il glaucoma viene diagnosticato, maggiori sono le possibilità di preservare il nervo ottico e, di conseguenza, il campo visivo.

Per riprodurrre la visione distorta tipica della malattia, Margherita Cecchini ha usato la Holga, macchina low cost cinese diventata negli anni un vero e proprio oggetto di culto grazie a quell’affascinante effetto “sporco” in cui il difetto (scarsa illuminazione, vignettatura e sfocatura) diventa il valore aggiunto. Le immagini, dunque, si presentano “sbagliate” ad arte e montate in modo da riprodurre metaforicamente la visione bi-oculare dei due occhi malati.

MARGHERITA CECCHINI

Nata a Imola il 24 settembre 1975, diplomata all’Istituto Europeo del Design, ha iniziato la sua attività come assistente per fotografi italiani e internazionali. Maturata una importante esperienza a New York nella stampa in bianco e nero, in Italia ha svolto la fotoreporter per un quotidiano locale, e lavorato come fotografa free-lance. Collabora attualmente con l’agenzia fotografica Kitao/Marka e con la Cineteca Comunale di Bologna. Parallelamente sviluppa progetti personali e mostre.

“Margherita cattura frammenti del mondo che la circonda, cogliendoli per le strade, nelle case, senza il bisogno di dover costruire qualche cosa in studio. Progetto istintivo mediato dalla capacità di cogliere la luce più appropriata che può cambiare una visione, la poetica delle cose di tutti i giorni stupendosi davanti ad un fico d’India. Nell’usare il negativo la fotografa accetta il rischio dell’errore, della casualità che può diventare elemento aggiuntivo del lavoro”.
Paola Naldi, giornalista di La Repubblica

“Margherita ha questo dono, di costruire (o di svegliare) l'anima delle cose e di chi guarda quelle cose, e ritrovarne segrete corrispondenze nel passato più remoto e di proiettarle in paesaggi troppo davanti a noi per poterli circoscrivere in una definizione. Margherita ha questo dono, di costruire (o di svegliare) l'anima delle cose e di chi guarda quelle cose, e ritrovarne segrete corrispondenze nel passato più remoto e di proiettarle in paesaggi troppo davanti a noi per poterli circoscrivere in una definizione ».
Sandro Toni, responsabile della Biblioteca di Cinema e Fotografia della Cineteca

 

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