Art City Night 2016: in Studio la mostra "ULTRASTRUTTURA VISIVA"

Lo Studio Oculistico D'Azeglio, che da sempre pone particolare attenzione agli aspetti culturali legati alla propria città, parteciperà anche quest'anno all’iniziativa di Arte Fiera che colora la notte bolognese con ARTCITY White Night. In occasione della 40esima edizione di una delle maggiori rassegne d’arte internazionali, lo Studio inaugura i nuovi spazi di Piazza Galileo, 6 ospitando la personale “ULTRASTRUTTURA VISIVA” dell’artista bolognese Giulio Cassanelli .

La mostra, propone il confronto tra la ricerca dell'artista bolognese e gli studi della clinica sul passaggio di informazioni neurali nel nervo ottico attraverso  un' importante serie di opere di recente percorso artistico di Giulio, che verranno affiancate da un’installazione realizzata appositamente per l’occasione.Nelle opere dell'artista avviene la similitudine con il passaggio delle informazioni visive dall’occhio al cervello attraverso fasci di fibre, ‘via ottica’. Queste fibre sono i canali in cui avviene il trasporto dei dati visivi in maniera fluida, in forma elettrica, rappresentando, nel caso dell’occhio, ciò che vediamo o che pensiamo di vedere, ovvero la realtà.

Giulio Cassanelli, realizza bolle di sapone, le colora delicatamente in volo e le lascia "scoppiare" su diverse tipologie di carte e superfici, regalando un'istantanea pittorica attraverso attimi irripetibili e dai toni sinceri.

 

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Magnification (10X), 2015, stampa fine art su carta cotone hahnemühle, cm 80x80

 

 

Giulio Cassanelli nasce a Bologna il 22 Giugno 1979. Vive e Lavora a Bologna.
Da giovane inizia un rapporto speciale con la macchina fotografica, che lo porterà ad avvicinarsi alla ricerca artistica attraverso un lungo processo di formazione ed esperienze lavorative. Dal 2005 produce una serie di lavori centrati sulla mutevolezza del “bello” e inizia a cercare dei soggetti fotografici che possano custodire le piccole variazioni di un “bello continuo”. Dal 2008 la ricerca si sofferma su alcuni soggetti di scarto per mettere a fuoco l’unicità che il tempo regala agli oggetti abbandonati, con questi lavori esordisce in galleria nel 2009 e  partecipa alla  XI  Biennale di Istanbul. In questo periodo la ricerca si muove verso nuovi medium, inzia lo sviluppo della tecnica performativa che gli permette di colorare le bolle di sapone in volo, e presenta i primi lavori scultorei.

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